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Immortality Recensione: sensuale, spaventoso e originale

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Immortality porta Sam Barlow a esplorare il mistero di Marissa Marcel, attrice svanita nel nulla: il risultato è un’esperienza fuori dagli schemi.

Immortality Recensione: sensuale, spaventoso e originale

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All’inizio dell’estate, abbiamo avuto il nostro primo contatto diretto con la nuova creazione di Sam Barlow. Grazie alla selezione del Tribeca Games Festival, sulle pagine di Everyeye era dunque approdata una ricca prova di Immortality. Intrigati da quanto testato con mano, non vedevamo l’ora di tornare a indagare il passato di Marissa Marcel, ma non eravamo affatto preparati a ciò che vi avremmo scovato.

Immortality è un viaggio tumultuoso, capace di scardinare in continuazione le convinzioni del giocatore. Violento, lussurioso e inquietante, l’erede di Her Story e Telling Lies si avventura lungo binari leggermente differenti da quelli dei suoi predecessori, eppure siamo certi che coloro che hanno apprezzato le opere di Barlow, autore – lo ricordiamo – anche di Silent Hill: Shattered Memories, non faticheranno a trovarsi a casa anche tra i set cinematografici di Immortality. Se siete alla ricerca di un mistero in grado di annidarsi nelle vostre menti per lungo tempo, l’avventura interattiva di Half Mermaid vi attende su Xbox Series X|S, Xbox Game Pass, PC e Mac (via Steam e GOG) e su dispositivi mobile (via Netflix Games), a partire dal 30 agosto 2022.

Ciak, si gira!

Allan Scott (La Regina di Scacchi), Amelia Gray (Mr. Robot; Maniac) e Barry Gifford (Wild At Heart; Lost Highway) si uniscono a Sam Barlow per plasmare il comparto narrativo di Immortality. Dopo aver stregato il pubblico con gli imprevedibili thriller proposti da Her Story (trovate qui la nostra recensione di Her Story) e Telling Lies (potete fare un salto anche alla recensione di Telling Lies), il risultato è un viaggio stratificato lungo oltre tre decenni.

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È il 1968, quando un’attrice sconosciuta, nota solamente per uno spot pubblicitario, viene scritturata per il ruolo da protagonista di Ambrosio, nuova pellicola del noto regista Alan Fischer. Le riprese mirano a portare sul grande schermo una reinterpretazione de Il Monaco, icona del romanzo gotico firmata nel tardo XVIII secolo dallo scrittore britannico M. G. Lewis. La scabrosa rovina pronta ad abbattersi su di un grande monastero di Madrid rappresenta la rampa di lancio per la carriera di Marissa Marcel, che nella sua chioma di fiamme si conquista l’accesso ai paradisi della celebrità cinematografica.

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Nonostante l’entusiastica campagna promozionale legata al completamento delle riprese di Ambrosio, il film non raggiungerà mai le sale cinematografiche. Un destino misterioso, che non impedisce tuttavia alla star in ascesa di venire scritturata per una seconda e ambiziosa produzione. Abbandonati i sentieri gotici di Ambrosio, Marissa Marcel è la femme fatale co-protagonista di Minsky, un thriller poliziesco girato nel 1970 e ambientato a New York. Apparentemente destinato ad essere consacrato come un caposaldo del genere, il film è colpito da una tragedia, che prende la forma della morte sul set di un membro del cast. Inutile dire che anche Minsky non arriverà mai in sala. Saltiamo al 1999 e Marissa Marcel, splendida esattamente come 30 anni prima, ritorna sulle scene per interpretare una pop-star internazionale in Two of Everything. In un gioco di specchi inesauribile, questo nuovo thriller ci porta dietro le quinte dello show business, per raccontare la storia di un’artista di fama mondiale e della sua abile controfigura. Two of Everything è il terzo e ultimo film interpretato da Marissa Marcel, e – esattamente come i precedenti – non riuscirà mai a vedere realmente la luce.

La mancata pubblicazione della trilogia cinematografica di Marissa Marcel rappresenterebbe da sola un irresistibile oggetto di ricerca, ma c’è di più. Conclusi i lavori su Two of Everything, l’attrice è infatti sparita letteralmente nel nulla. Nessuno l’ha più vista, i suoi film sono andati perduti e il pubblico si è scordato della sua promessa di un talento immortale.

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Questa è la situazione sino al 2022, quando una preziosa raccolta di cimeli cinematografici consente al giocatore di mettere le mani su un vero patrimonio della storia del medium. Tutto il materiale esistente riguardante la carriera di Marissa Marcel è racchiuso entro i confini di una misteriosa collezione di pellicole, che includono spezzoni di riprese di Ambrosio, Minsky e Two of Everyhting, oltre a intensi dietro le quinte e interviste con il cast dei tre film. Sarà sufficiente visionare il materiale per scoprire cosa ne è stato di Marissa Marcel?

Sulle tracce di Marissa Marcel

Le premesse alla base di Immortality pongono il giocatore al controllo di un innovativo sistema di archiviazione di dati. Denominato Moviola, quest’ultimo consente di catalogare e analizzare i diversi spezzoni dei tre lungometraggi girati tra 1968 e 1999. Gli strumenti a nostra disposizione non sono moltissimi, ma assolvono efficacemente lo scopo. Possiamo ad esempio accelerare l’avanzamento delle pellicole, riavvolgerle o visionarle fotogramma per fotogramma.

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Il meccanismo interno di Moviola suddivide inoltre in maniera automatica il materiale recuperato, organizzandolo – a nostro piacimento – in ordine cronologico o di scena. In questo modo, potremo sempre visionare i reperti nell’ordine in cui sono stati girati o nella sequenza che, presumibilmente, deve aver raggiunto in origine le mani degli addetti al montaggio.

Ma quel che più è importante, è che il nostro avanzatissimo software ha la capacità di scandagliare l’intero materiale video alla ricerca di corrispondenze visive. Mettendo in pausa un filmato, possiamo entrare in una utile Modalità Immagine, che ci consente di focalizzare la nostra attenzione su un unico elemento a schermo.

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Che si tratti del volto di Marissa Marcel o di un altro attore, di un vaso di piante o di un accendino, Moviola si metterà immediatamente alla ricerca di un’istantanea che presenti caratteristiche simili. Tramite questo espediente, il giocatore ha la possibilità di navigare tra lo spazio e il tempo, ampliando progressivamente i frammenti di Ambrosio, Minsk e Two of Everything a propria disposizione.

Il viaggio in Immortality inizia con un’unica sequenza sbloccata: a partire da quest’ultima, avremo in mano la libertà più assoluta per esaminare le vicende che hanno coinvolto l’attrice e il resto del cast nel corso di ben oltre trent’anni. La dinamica, per quanto semplice, risulta in breve tempo assuefacente, tanto che spesso ci siamo trovati a dover fare più volte ritorno su di uno stesso spezzone, presi dal desiderio di analizzarne ogni singola componente.

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A stupire, è inoltre la precisione che regola la feature di Moviola. Selezionando più volte i volti degli interpreti, ci renderemo ad esempio conto che il software è perfettamente in grado di riconoscere le diverse sfumature di espressione, e di ricondurci a destinazioni differenti a seconda che Marissa stia piangendo oppure sorridendo. La meccanica, inoltre, non coinvolge unicamente i singoli oggetti, ma anche le situazioni. Lo scambio di un bacio, ad esempio, può aprire la strada ad una vera e propria raccolta di effusioni amorose. Per non perdere di vista nessuna delle strade che ci si lascia alle spalle, Immortality dispone inoltre di una sezione Preferiti, nella quale accumulare le sequenze che ci sono parse più rilevanti.

Quale realtà?

In un continuo gioco di specchi, Sam Barlow ci pone alla guida di una nostra personale macchina da presa, consentendoci di dirigere un viaggio personale attraverso la vita della talentuosa Marissa Marcel. Un’allegoria che affonda le proprie radici sempre più in profondità, man mano che i retroscena delle genesi di Ambrosio, Minsk e Two of Everything ci rivelano la pulsante umanità che ne hanno animato le riprese.

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Il rapporto tra attori e regista, lo sforzo mentale e psicologico che deriva dall’impersonare costantemente un altro se stesso, il reale significato del “fare arte”: sono solo alcune delle tematiche che il film interattivo sviscera con crudo realismo. Immortality non è un racconto gentile o edulcorato, e molte delle sequenze mostrate – che si tratti di realtà o di finzione – sono dirette e prive di qualsiasi tipo di censura. Roventi scene di sesso si alternano a efferate violenze, in un turbinio forsennato che gioca sornione con le aspettative e le intuizioni del giocatore. Ad ogni nuovo frammento di informazione, ci si ritrova ad elaborare teorie e ipotesi, destinate ad infrangersi con altrettanta frequenza contro il muro eretto dalla rivelazione successiva. La vita di Marissa Marcel cela risvolti ben più inquietanti di quanto potrebbe apparire ad un primo sguardo, tanto che ci sentiamo di sposare in pieno l’avvertenza diffusa da Half Mermaid in fase pre-lancio: regalatevi un’immersività di primissimo piano e giocate Immortality esclusivamente con cuffie e controller. Da parte nostra, suggeriamo inoltre di tenere a portata di mano penna e taccuino: vi assicuriamo che ben presto le rivelazioni che si presentano a schermo finiranno per riempire pagine e pagine di appunti.

A spezzare lievemente il ritmo – altrimenti forsennato – tra una scoperta e l’altra, abbiamo trovato esclusivamente alcune sequenze video parzialmente ripetute. Si tratta di casi che si contano sulle dita di una mano, ma che ci hanno lasciato un lieve disappunto. Nulla di troppo grave, ad ogni modo, soprattutto considerato che la mole contenutistica di Immortality è davvero impressionante.

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Per dar vita a questo ambizioso progetto, Sam Barlow ha di fatto confezionato tre lungometraggi, che tra prove e riprese sono pronti a svelarci tutti – o quasi – i propri segreti. Complessivamente, il gioco ospita oltre 200 spezzoni video da esaminare e comprendere, al fine di ricomporre l’inquietante e vasto puzzle che emerge a seguito della scoperta di ogni dettaglio aggiuntivo.

A fronte dell’estensione del gioco, vi avvertiamo che non vi basteranno poche ore per venire a capo di tutti i segreti celati tra i fotogrammi di Immortality. Da parte nostra, abbiamo impiegato circa una quindicina di ore per raggiungere i titoli di coda, ma sappiate che non appena questi si sono conclusi siamo tornati a immergerci con ancora più affanno tra i dietro le quinte di Ambrosio, Minsky e Two of Everything.

Forse la narrazione proposta dal titolo non soddisferà gli amanti della narrativa pulita e lineare, ma vi garantiamo che gli appassionati di enigmi, speculazioni e ricostruzioni troveranno ad attenderli un’esperienza intensa e memorabile.

Immortality inquieta sinceramente con i suoi toni da thriller-horror, un dono raro che deriva dalle straordinarie performance attoriali ospitate dal titolo. A illuminare l’esperienza è in particolare la spettacolare interpretazione offerta da Manon Gage, che veste i panni della sfuggente Marissa Marcel. Encomio imprescindibile inoltre per la prova attoriale regalata da Charlotta Mohlin, della quale, tuttavia, non vi sveleremo l’alter-ego assegnatole da Sam Barlow. Il valore delle interpretazioni del cast di Immortality, e le tematiche affrontate dal gioco, giustificano pienamente la scelta del team di sviluppo di proporre il titolo esclusivamente con audio originale, in lingua inglese. A supporto, il pubblico nostrano troverà un ottimo adattamento in italiano, fruibile tramite i sottotitoli. Ad arricchire l’esperienza, ci pensa infine un’evocativa colonna sonora, capace di scandire con efficacia i momenti di particolare tensione emotiva tratteggiati da Half Mermaid.

Immortality
ImmortalityVersione Analizzata PCImmortality intraprende un sentiero alternativo rispetto a quello percorso da Sam Barlow con Her Story e Telling Lies. Abbandonato il sistema di inserimento di keyword visto nei titoli precedenti, l’autore sceglie di comporre un’avventura esclusivamente visiva. Esaminando i frammenti della carriera cinematografica di Marissa Marcel, i giocatori si muovono in un costante alternarsi tra i due lati della macchina da presa. Un po’ registi e un po’ spettatori, si è chiamati a squarciare i veli che separano il mito dell’attrice dalla realtà della Settima Arte. Perseverando, ci si troverà a dare risposte ad enigmi inaspettati e completamente imprevedibili, entro i confini di un puzzle che propone diramazioni sempre più ardite. Esperienza intesa e cruda, Immortality segna un eccellente ritorno in scena per Sam Barlow, in un’avventura da vivere rigorosamente con cuffie e controller. Preferibilmente nel corso di una nottata piovosa, in una stanza fiocamente illuminata.

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