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Ghostbusters Spirits Unleashed Recensione: a caccia di fantasmi senza paura

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Il multiplayer asimmetrico di IllFonic prende in prestito la cornice di una saga storica per garantire qualche ora all’insegna della spensieratezza.

Ghostbusters Spirits Unleashed
Recensione: PC

Lo studio americano di IllFonic non prova alcun timore reverenziale nello sviluppare videogiochi provenienti da brand prestigiosi: dopo averci permesso di indossare la terrificante maschera da hockey di Jason Voorhees (qui la recensione di Friday The 13th The Game) ci ha immerso nella giungla pattugliata dal cacciatore più astuto della galassia (recuperate la nostra recensione di Predator Hunting Grounds), e dal 18 Ottobre darà a tutti gli appassionati la possibilità di coronare il sogno di lavorare come Acchiappafantasmi.

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Abbiamo messo lungamente alla prova il nuovo multiplayer asimmetrico acciuffando spiriti dispettosi e impersonando spettri sfuggevoli, valutando la concretezza di una proposta che potrebbe apparire votata al puro fan-service, scoprendo invece un ottimo passatempo al netto di una ripetitività di fondo che affiora già sul breve periodo.

Una squadra senza paura

Per chi non fosse avvezzo alla definizione di multiplayer asimmetrico, cominciamo col chiarire i ruoli disponibili nella proposta targata IllFonic: il giocatore veste i panni di un acchiappafantasmi, entrando a far parte di un team di quattro colleghi col preciso compito di imprigionare uno spettro, controllato da un’altra persona reale, che sta infestando la mappa di gioco.

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I personaggi non hanno inclinazioni particolari alla battaglia e sono personalizzabili soltanto a livello estetico con cappelli, occhiali e completi modificabili anche nei colori. L’equipaggiamento a disposizione dell’utente viene ripreso in toto dalla saga inaugurata dal film di Ivan Reitman nell’84 (a proposito, avete letto la nostra avventura newyorkese a tema Ghostbusters?), e vede i cacciatori del soprannaturale impugnare soltanto fucili protonici e rilevatori PKE, mentre altri gadget secondari saranno disponibili una volta accumulata la necessaria esperienza di gioco. I Ghostbusters utilizzano i segnali direzionali forniti dal misuratore PKE per stanare l’avversario, per poi procedere ad imprigionarlo nei flussi energetici dei loro cannoni e trascinarlo verso una trappola aperta. Il fantasma in questione non è però una vittima incapace di difendersi, e ha a disposizione diverse abilità con le quali può sfuggire alla cattura, così da allontanarsi e continuare a infestare l’edificio.

Scovare il nemico ectoplasmatico e rinchiuderlo con il giusto tempismo non è quindi un affare da poco, perché oltre a padroneggiare una mobilità nettamente superiore rispetto a quella degli umani – il fantasma può infatti volare mettendo a frutto la verticalità delle mappe – che gli consente di spezzare le linee di tiro. Esso inoltre può anche impadronirsi di un oggetto comune e nascondersi recuperando l’energia. Quando lo spettro risiede all’interno di una sedia, di una lattina o di qualsiasi altro elemento disponibile dello scenario, diventa invisibile ai cacciatori, i quali sono costretti a decifrare le indicazioni del misuratore PKE per vincere una sorta di nascondino che riporta subito alla mente le modalità Prop Hunt di tanti sparatutto in prima persona.

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I rilevatori di energia psico-cinetica, oltre ad indicare la presenza dello spettro, possono emettere un’esplosione a corto raggio che paralizza il nemico, il quale resta così per qualche secondo in balia degli acchiappafantasmi: un maggior numero di fucili protonici puntati sullo spettro permette di tenerlo bloccato per più tempo, e diventa indispensabile coordinarsi con gli altri membri del team per assicurarsi che almeno una persona piazzi una trappola verso cui trascinare il nemico per imprigionarlo.

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Una volta messa al sicuro l’entità infestante la partita però non è finita, perché in ogni mappa sono presenti tre “brecce” che uniscono il nostro mondo a quello dell’oltretomba, e attraverso queste spaccature il fantasma può fare il suo ritorno e riprendere l’infestazione come se nulla fosse accaduto, spendendo quindi una delle tre “vite” che ha a disposizione. Appare dunque chiaro come in teoria sarebbe molto più semplice mettersi alla ricerca delle brecce piuttosto che dell’avversario: questi portali sono infatti nascosti in tre oggetti sparsi in giro per la mappa e vengono rilevati – proprio come per ogni elemento soprannaturale presente nell’edificio – dal misuratore PKE: distrutto il pezzo materiale che la contiene, la breccia viene esposta e gli acchiappafantasmi possono distruggerla con i fucili protonici. Una volta chiusa la spaccatura, lo spettro ha un’occasione in meno di tornare in gioco, e quando tutte vengono eliminate dai cacciatori allora parte una vera e propria caccia al fantasma che si trova così con le spalle al muro, destinato a una sconfitta senza appello qualora venisse catturato anche solo una volta.

Bilanciamento asimmetrico

Per imbastire strategie astute da perseguire durante lo scontro diventa imprescindibile impersonare per qualche volta anche il fantasma, elemento fondamentale delle meccaniche asimmetriche di un titolo che si basa sul quattro contro uno: dove i freddi numeri sembrano premiare gli utenti umani, infatti, sono le capacità spettrali ad annullare ogni tipo di vantaggio bilanciando le sorti della battaglia.

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Oltre alla già citata mobilità che gli permette di spezzare le linee di tiro e liberarsi del fuoco nemico, l’essere soprannaturale ha a disposizione tre abilità soggette a cooldown che gli permettono di infastidire gli avversari – ad esempio evocando piccoli scagnozzi con poca vita, ma molto utili come diversivo durante una fuga – o di venire a capo di situazioni molto pericolose, come nel caso della mossa suprema capace di invischiare con l’ectoplasma tutti i giocatori presenti nella zona di esplosione. Senza tradire lo spirito comico della saga cinematografica, il fantasma non può eliminare i personaggi umani, ma si limita a bloccarli e infastidirli mentre procede la sua opera di infestazione, ad esempio sgusciando alle loro spalle e sabotando gli zaini protonici per qualche secondo, oppure raccogliendo una trappola piazzata con troppa fretta per trasportarla dall’altra parte della mappa, costringendo il giocatore che l’ha persa a tornare all’ingresso per rifornirsi.

L’obbiettivo dello spettro è quindi ribaltato rispetto a quello dei Ghostbusters, ed è chiamato a nascondersi da sguardi indiscreti mentre persegue nell’invasione dell’edificio: la sua sola presenza in una stanza tra l’altro fa aumentare il suo livello di infestazione, e la velocità con cui la percentuale di completamento si innalza è migliorabile “maledicendo” gli oggetti presenti nell’area, che cominciano a fluttuare e muoversi nella zona, ottenendo la capacità di confondere i cacciatori avversari, perché i radar PKE li rileveranno come qualsiasi altra entità soprannaturale, portandoli fuori strada.

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Terminata l’infestazione della mappa – basta completare interamente tre zone separate per arrivare al cento percento – parte un conto alla rovescia di novanta secondi: in questa appassionante fase finale il fantasma non può utilizzare le brecce per tornare in vita e si espone alla sconfitta in caso di cattura, ma se riesce a resistere (nascondendosi o scappando dai nemici, mentre spaventare gli NPC sottrae qualche secondo al countdown) allora l’infestazione è completa e la vittoria è sua.

Infestare gli oggetti, così come sprintare e utilizzare abilità personali, costa energia allo spettro – ricaricabile rimanendo per qualche secondo all’interno di un oggetto – che è quindi chiamato a gestire in maniera oculata la sua resistenza per non farsi trovare braccato e privo di forze dai nemici: quando viene imbrigliato dai raggi protonici dei loro fucili, il fantasma ha la possibilità di liberarsi premendo ripetutamente un tasto e inclinando la levetta analogica nella direzione opposta a quella di “tiro” degli acchiappafantasmi.

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Nel caso in cui venga catturata, come detto in precedenza, la creatura torna in gioco spendendo una delle tre brecce nascoste nella mappa, ma per ogni portale ancora disponibile al completamento dell’infestazione vengono sottratti venticinque secondi dal conto alla rovescia finale, rendendone quindi imperativa la salvaguardia per assicurarsi una fase conclusiva breve e poco stressante. Quando gli acchiappafantasmi scoprono una breccia lo spettro viene allertato: qualora decidesse di proteggerla dagli attacchi – esponendosi alle ovvie trappole dei nemici che lo aspettano sul luogo – il giocatore può estrarre la breccia per nasconderla in un altro oggetto, oppure può decidere di farla esplodere (e quindi perderla) guadagnando una generosa percentuale di infestazione globale.

Citazionismo ed equilibri

L’esperienza di questo multiplayer asimmetrico si presta alla perfezione ad un approccio ludico spensierato e veloce, le partite durano in media 10-15 minuti (variabili soprattutto in base alla capacità del giocatore che controlla il fantasma) ed è estremamente facile padroneggiarne le meccaniche data la presenza di tre soli strumenti nell’arsenale.

Questi sono personalizzabili sbloccando elementi che modificano appena le caratteristiche degli stessi – ad esempio aumentando la potenza del raggio del fucile con una nuova canna, che però tende a surriscaldare l’arma – mentre avanzando di livello è possibile utilizzare alcuni gadget secondari che non modificano l’approccio generale alla missione.

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Sul lato spettrale dell’offerta, c’è da segnalare la presenza di cinque diversi tipi di fantasmi sbloccabili salendo di livello, ognuno con abilità personali specifiche e caratteristiche uniche. Il primo è l’Ectoplasmatico, uno spiritello rapido ma molto fragile, mentre successivamente potremo impersonare il Fantasma, il Furioso, l’Urlatore e il Poltergeis. Alcuni di questi antagonisti sono più lenti e aggressivi, mentre altri sono rapidi e massimizzano gli spaventi degli NPC. Analizzando il bilanciamento della proposta di IllFonic, le partite ci sono sembrate generalmente equilibrate: il quattro contro uno è gestito bene dalle abilità spettrali del fantasma e dalla sua capacità di movimento, ma una grossa importanza è da attribuire all’affiatamento del team di cacciatori. Nel caso in cui quattro sconosciuti si ritrovino a inseguire un nemico reale (è possibile comunicare con gli altri attraverso un sistema di ping e con la chat vocale di gruppo), il gioco è piacevole e interessante per entrambe le parti, a patto di rimanere almeno in coppia e che una persona si ricordi di gettare la trappola quando avvista il nemico.

Le cose vanno nettamente peggio quando è l’intelligenza artificiale a gestire uno o più acchiappafantasmi oppure, nell’ipotesi più sciagurata, il nemico da scovare. IllFonic ha creato una piccola narrazione originale per il titolo e per questo mette a disposizione anche una variante “offline”, la quale sopperisce alla mancanza di giocatori umani con il controllo dei bot, ma l’esperienza in singolo non è brillante quanto quella online, con l’IA spettrale che si getta contro i cacciatori senza pensare mai a nascondersi e quella che gestisce altri membri del team incapace di fornire il supporto necessario alla cattura.

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La breve trama scritta per Spirits Unleashed consiste in una manciata di filmati sbloccabili terminando i lavori di cattura e sfrutta i diritti del franchise, tra un citazionismo accalorato e le musiche originali dei film (sì, c’è anche il brano cult di Ray Parker Jr.), portando sullo schermo due personaggi iconici come Ray Stantz e Winston Zeddemore, doppiati dai loro attori originali Dan Aykroyd ed Ernie Hudson.

Non possiamo purtroppo fornire alcuna opinione sulla qualità delle loro interpretazioni perché, nella versione di prova fornitaci dallo sviluppatore, un fastidioso bug ha ammutolito tutti i protagonisti e ci siamo trovati costretti a vivere la storia leggendone i sottotitoli. Altri piccoli difetti consistono in una localizzazione a tratti claudicante – alcune descrizioni rimangono in inglese nonostante la lingua scelta sia l’italiano – e nella compenetrazione sporadica degli spiriti nei muri (non voluta, come testimoniato da una telecamera impazzita), così come fenomeni di crash durante le fasi finali di svariate partite.

La ripetitività strisciante

Al netto di questi difetti tecnici, risolvibili teoricamente in tempi brevi attraverso una patch correttiva, le prestazioni durante il gioco hanno garantito una qualità media molto elevata, mentre la proposta artistica imbastita di IllFonic ci è parsa azzeccata allo spirito della saga: i modelli poligonali non indimenticabili sono calati all’interno di una cornice cartoon che li rende gradevoli alla vista, gli scenari sono ricolmi di particolari citazionisti e gli effetti sonori sono puntuali nel sottolineare l’anima spensierata del titolo.

Dalla Guida agli Spiriti Tobin, il libro attraverso il quale si personalizzano i fantasmi sbloccati, all’immancabile stazione dei vigili del fuoco che fa da snodo centrale prima di ogni spedizione, ogni anfratto delle scenografie trasuda puntigliosità e affetto verso una serie cinematografica inimitabile, e saprà stupire gli affezionati per la cura riposta nella realizzazione di una cornice assolutamente degna del suo brand.

Questa attenzione ai particolari è stata ottenuta pagando il dazio di una varietà purtroppo risicata, sia sul piano concettuale che ludico. Le mappe di gioco sono soltanto cinque e non si differenziano in maniera netta tra di loro, mantenendo una conformazione fissa in zone ben demarcate e due soli livelli di verticalità, mentre l’assenza di abilità peculiari disponibili nella faretra degli acchiappafantasmi finisce per assottigliare la varietà dell’esperienza. Al contrario gli spettri utilizzabili sono più numerosi, ma le strategie messe in atto dal giocatore che li controlla non variano in modo palpabile a seconda delle caratteristiche dello spirito.

Ghostbusters Spirits Unleashed
Ghostbusters Spirits UnleashedVersione Analizzata PCIl nuovo titolo di IllFonic riesce ad esprimere il meglio di sé in brevi sessioni trascorse nella spensieratezza di un gioco conscio dei propri limiti, capace di sfidare gli appassionati del brand Ghostbusters con le sue citazioni continue ma anche di intrigare chi non è avvezzo alla saga con un gameplay immediato e facile da padroneggiare. La proposta quattro contro uno equilibra con saggezza i numeri avversi con abilità uniche a disposizione del fantasma in gara, con le partite che si trasformano in un entusiasmante gioco al nascondino da portare a termine prima dell’infestazione completa dell’edificio. Convincente nella sua immediatezza soltanto se giocata online, mentre le possibilità in singolo soffrono di un’intelligenza artificiale tutt’altro che brillante, l’esperienza da acchiappafantasmi riesce ad intrattenere anche grazie ad una cornice visiva e sonora cartoon, azzeccata ai toni comici della saga di riferimento. La ripetitività delle partite è da attribuire ad un numero risicato di mappe dalla conformazione troppo simile, e alla presenza di pochi obbiettivi che portano alla pianificazione di strategie sempre uguali, riproposte con risultati del tutto dipendenti dalla capacità del giocatore che controlla lo spettro, ma in generale l’esperienza targata IllFonic riesce a regalare qualche ora di divertimento nonostante la scarsa varietà messa in campo.

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